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Fabio Ciot alla Ötztaler Rad Marathon

Fabio Ciot Ötztaler Rad Marathon

Fabio Ciot, primo Veneto alla Ötztaler Rad Marathon

Il primo dei Veneti è Fabio Ciot, 46 anni di Gorgo al Monticano, prestazione da primi in classifica con 7 ore e 25 minuti, classificandosi in decima posizione alla Ötztaler Rad Marathon.

I Have a Dream

Tutto parte da questa semplice frase che è il motto dell’Ötztaler Rad Marathon.

Io ho un sogno che per molti arrivare a Solden dopo 227km e 5500mt di dislivello, diventa qualcosa di eroico.

Una manifestazione tra le più organizzate e la più dura che ci sia in Europa.

Il suo fascino lo dicono non solo i numeri con tante adesioni ma anche chi ha partecipato.

Basti pensare che l’ultimo arrivato viene atteso e premiato come il primo classificato, che la si prepara da inizio inverno.

Che in quei 227km e 5500mt di dislivello dove si dovranno scalare i 4 passi alpini come il Kuthai 2000mt slm, Passo Brennero 1370mt slm, Passo giovo 2000mt slm e infine il più terribile Passo Rombo 2500mt slm., sono qualcosa che guardarli sulla carta diventano impossibile da fare.

Quando si arriva il venerdì a Solden  dove nel pomeriggio e il sabato Mattina si effettua una rifinitura leggera  in preparazione della gara e subito dopo si va al Frentz Arena a prendere il Pacco Gara con chip e numero di gara.

Qui s’incontrano tanti amici dove scambiare quattro chiacchiere serve a distogliersi a quello che andremo ad affrontare Domenica. Si inizia a sentire la tensione pre gara.

Il Sabato sera diventa di vitale importanza riuscire a dormire per avere il massimo di energia la mattina della gara.

Domenica mattina  ore 6.45 dopo lo sparo dei cannoni Austriaci c’è la partenza.

I primi km si scende nel fondo valle per circa 30km che servono per un buon riscaldamento, e subito prima salita il giudice Kuthai a mettere tutti d’accordo: salita lunga e irregolare con molti tratti in doppia cifra che inducono alla prudenza. È importante non strafare, ma essendo la prima salita ancora conservo tanta energia da poter capire se la giornata è quella giusta.

Arrivati ai 2000mt del passo Kuthai  con tanta gente ad applaudire come se fossimo al giro d’Italia, subito discesa lunga dove si arriva ad oltre 100km/h.

Arrivati a fondovalle la direzione è per il Passo del Brennero dove si effettua una lunga pianura fino ad Innsbruk e poi un falsopiano che porterà’ nelle rampe finali dei 1370mt del passo Brennero. L’importanza di questo tratto è stare a ruota per arrivare alle due Salite più importanti della gara.

Arrivati a Vipiteno, Passo Giovo con 15,5 km con una media regolare dove si scollina ai 2000mt.

La terza salita si inizia a sentire la fatica.

Le forze iniziano a mancare, ma non si può mollare e rovinare quello fatto precedentemente, ma nello stesso tempo si pensa a quello che verrà dopo….

Tanta gente a sostenere i corridori e a dare forza.

Subito discesa tecnica e veloce per arrivare a San Leonardo e iniziare la lunghissima salita del Passo Rombo 2500mt slm. Negli anni della guerra era una ex-mulattiera voluta da Benito Mussoliniper scopi militari.

Saranno 1 ora e mezza di sofferenza.

A Moso dopo aver passato più della metà della salita, c’è un tratto dove si respira per qualche km ma è il preludio degli ultimi 10km a doppia cifra…per vincere questa ultima battaglia c’è da pescare nel serbatoio della riserva.

Il portone del tunnel arriva come una liberazione.

Manca solo lo strappo del Mautstelle dove c’è il pedaggio e poi lunga discesa per Solden.

L’arrivo? Un moltiplicato di emozioni con il pubblico che applaude dal primo all’ultimo.

Ötztaler Rad Marathon, “la Gara” #emozioni